Lo sai che formattare i dispositivi non cancella definitivamente i dati al loro interno? Eh già, per quanto possa sembrare facile e intuitivo, eliminare in maniera definitiva i file contenuti nei device che utilizziamo tutti i giorni non è così facile.

Purtroppo la maggior parte delle persone non conosce i rischi legati alla rivendita dei propri dispositivi senza prima aver cancellato i dati sensibili al loro interno, allo scopo di aiutare privati ed aziende abbiamo realizzato questo articolo in cui parliamo del perchè è fondamentale accertarsi di eliminare i propri dati sensibili.

 

Quando dovremmo procedere alla cancellazione dei dati sensibili?

Al giorno d’oggi siamo sempre più circondati da device che “contengono” le nostre vite, all’interno di computer e smartphone per esempio si possono trovare foto di famiglia, password, dati bancari e numeri di carte di credito. Ma questi due dispositivi non sono gli unici che ospitano i nostri dati. Con l’aumento di tecnologie interconnesse anche smartwatch e assistenti vocali si uniscono alla lista.

Il tema dell’eliminazione dei dati sensibili diventa cruciale quando si decide di cambiare uno di questi device. Capita spesso infatti di riciclare, scambiare, vendere o regalare i nostri vecchi dispositivi. Solitamente quando ciò avviene ci si premura di formattarli. Come però abbiamo già preannunciato, questo non è sufficiente per essere sicuri che siano irrecuperabili.

Eseguire i passaggi di base, ovvero eliminare i dati, formattare il disco rigido di un computer o eseguire un ripristino delle impostazioni di fabbrica su uno smartphone o un tablet non impedirà, a chi è tecnicamente preparato ed esperto, di accedere ai vostri file.

È chiaro che il rischio a cui ci si espone è grande, per i privati c’è la possibilità che qualcuno possa rubare la propria identità. D’altrocanto per le aziende a questo si aggiunge, come vedremo in un paragrafo dedicato, la violazione della legge che obbliga alla cancellazione definitiva dei dati sensibili dai dispositivi in disuso.
Cosa fare quindi? Per essere certi di ripulire completamente i propri device è necessario affidarsi a professionisti esperti del settore che tramite procedure e software specifici sono in grado di eseguire una pulizia a prova di malintenzionati.

 

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Quali sono i rischi?

Il furto d’identità, a differenza di quanto si possa pensare, è molto diffuso in Italia. Come rilevato dal rapporto dell’Osservatorio sulle Frodi Creditizie e i furti di identità realizzato da CRIFMisterCredit, nel solo primo semestre 2020 le frodi mediante furto d’identità sono state oltre 11.200 per un danno stimato che supera i 65 milioni di Euro, mentre l‘importo medio della singola frode si è attestato a 5.792 €.

Questo dovrebbe bastare per evidenziare quanto sia importante assicurarsi che i dispositivi che smaltiamo siano privi dei nostri dati.

 

Cancellazione dei dati e aziende, cosa dice la legge?

Dal 2018, con l’introduzione del GDPR, le aziende hanno dovuto aggiornare le proprie procedure di smaltimento dei dispositivi elettronici.

L’articolo 17 del GDPR infatti prevede che le organizzazioni debbano dimostrare e certificare di effettuare la cancellazione dei dati sensibili in modo sicuro e definitivo.

Le aziende sono infatti responsabili non solo della loro eliminazione, ma anche del monitoraggio, della revisione e della valutazione delle relative procedure di elaborazione dei dati.

Le sanzioni, come spesso avviene in questi casi, sono molto pesanti e possono avere pesanti ripercussioni sia sulla stabilità economica dell’attività sia sulla credibilità della stessa.

 

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